07/03/2016

Con la Circolare INPS n. 42 del 26 febbraio 2016 l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale chiarisce alcuni punti controversi in relazione alla tutele della maternità in favore delle lavoratrici iscritte alla Gestione separata.

In particolare, l'INPS fornisce istruzioni amministrative ed operative in materia di indennità di maternità/paternità, in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata, genitori adottivi o affidatari, per un periodo di astensione di 5 mesi

Si occupa anche del diritto all’indennità di congedo di maternità/paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori “parasubordinati” iscritti alla Gestione separata nei casi in cui il committente o l’associante in partecipazione non abbia effettuato il versamento dei contributi dovuti.

In caso di adozione e affidamenti preadottivi, spetta un diritto all'indennità, sulla base di idonea documentazione,  per i cinque mesi successivi all'effettivo ingresso del minore in famiglia. La disposizione in esame – che interessa la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps, sia parasubordinati che liberi professionisti - non comporta variazioni sulle tutele già in atto in quanto si limita ad armonizzare, nell’ambito delle disposizioni del T.U. maternità/paternità, il disposto della sentenza della Corte Costituzionale n. 257 del 19 novembre 2012, per effetto del quale il periodo indennizzabile per maternità è stato esteso da 3 a 5 mesi.

In caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente o associante, I lavoratori e le lavoratrici iscritti alla gestione separata hanno comunque diritto all'indennità.

L'INPS precisa che queste nuove disposizioni si applicano in favore delle lavoratrici e dei  lavoratori “parasubordinati”, in quanto non sono responsabili dell’adempimento dell’obbligazione contributiva (collaboratori o associati in partecipazione) che è in capo invece al committente/associante. L’onere contributivo, infatti, è ripartito tra committente/associante e collaboratore/associato - nella misura, rispettivamente, di due terzi e un terzo (nel caso di committente) ovvero del 55% e 45% (nel caso di associante). L’adempimento dell’obbligazione contributiva è interamente a carico del committente/associante, con diritto di rivalsa sul collaboratore/associato per la quota parte a carico di quest’ultimo. Per le predette ragioni, la norma non trova applicazione in favore dei lavoratori iscritti alla Gestione separata che sono responsabili dell’adempimento dell’obbligazione contributiva, quali, ad esempio, i liberi professionisti iscritti alla Gestione stessa.

La circolare può essere scaricata a questo link.